Mostra CHINE D’AFRICA

CHINE D’AFRICA
Mostra di Aurora Stano
 
Africa is rich, it is the rest of the world that is poor (Jonathan Kingdon)

È vero, l’Africa è talmente ricca che non è sicuramente sufficiente una mostra o un libro per descrivere tutta la straordinaria biodiversità che caratterizza questo continente. È stata proprio questa ricchezza di forme e di varietà di specie animali a ispirare il progetto. La tecnica della china non permette di godere dei colori stupefacenti che la natura ci regala nella realtà, ma si sofferma maggiormente sui lineamenti, le forme e le texture, cercando di sottolineare, con segno sintetico, la morfologia di ogni creatura.

Le illustrazioni di “Chine d’Africa” sono frutto di una sfida, quella di realizzare ogni giorno un disegno a china per tutto il mese d’ottobre. Questa sfida, lanciata dall’artista Jake Parker nel 2009 e chiamata lnktober, è stata accolta anche da Aurora Stano, che ha protratto il periodo di realizzazione delle tavole anche nel mese di novembre, collezionando così una serie di lavori che hanno anche lo scopo di mostrare la costanza e l’intenzione di migliorarsi su una tecnica specifica. Ogni giorno è stato un’opportunità per scoprire e studiare una nuova specie, per cercare di raffinare il segno e prendere sempre più padronanza delle strutture e delle forme.
 
La mostra “Chine d’Africa”, realizzata con il sostegno della Scuola di Paleoantropologia e della Galleria di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Perugia, sarà inaugurata il 19 febbraio 2018 alle ore 9:00 presso il Palazzo delle Scienze del Dipartimento di Fisica e Geologia in occasione dell’apertura dell’Ottava Edizione della Scuola di Paleoantropologia. Contestualmente, sarà presentato il volume “Chine d’Africa”, che raccoglie tutte le opere in mostra. L’esposizione sarà visitabile fino al 15 giugno 2018.
 
 
 

Documentario

 

 

È disponibile su YouTube il documentario “OLDUVAI. La Culla dell’Umanità”, pensato e prodotto dalla Scuola di Paleoantropologia dell’Università di Perugia e LeFucine Art&Media.

La Scuola è disponibile a presentare il documentario presso musei, università, scuole e associazioni, enti o istituzioni interessate al tema della storia evolutiva dell’uomo. Il film, della durata di circa 45 minuti, è un omaggio alla Gola di Olduvai, sito paleoantropologico tra i più importanti al mondo, che ha restituito utensili di pietra e resti fossili (tra cui gli i reperti-tipo di Paranthropus boisei e Homo habilis) fondamentali per ricostruire l’origine della nostra specie.

Attraverso una ricostruzione cronologica, il documentario racconta la storia di Olduvai, dalla sua casuale scoperta scientifica nei primi del novecento, all’impegno formidabile di Louis e Mary Leakey , protagonisti indiscussi della moderna paleoantropologia. Il tutto contestualizzato nella vicenda geopolitica: le due guerre mondiali, il passaggio di quelle zone da colonia tedesca (allora Deutsche-Ostafrika) a inglese (Tanganika), fino all’indipendenza conquistata con Julius Nyerere e alla conseguente nascita dell’attuale Repubblica Unita di Tanzania, modello africano per le politiche di tutela del patrimonio naturalistico e archeologico-paleontologico.

Il documentario racchiude interviste esclusive a famosi ricercatori che hanno lavorato in quei luoghi, come Donald Johanson, lo scopritore di Lucy, Jonathan Kingdon, zoologo di fama mondiale, Fidelis Masao della University of Dar es Salaam, Jane Goodall, che a Olduvai lavorò con Louis Leakey prima di iniziare le sue pionieristiche ricerche sugli scimpanzé, nonché contributi degli italiani Giorgio Manzi, Jacopo Moggi Cecchi, Olga Rickards, Telmo Pievani e Giacomo Corti.


Per informazioni:
Mirko Lombardi, Scuola di Paleoantropologia
email mirko.lombardi1@gmail.com